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Diagnostica della disfunzione erettile

Oggi virtualmente ogni caso di difficoltà di erezione può essere risolto in maniera soddisfacente, a prescindere dalla sua gravità. Viviamo in un’epoca in cui la ricerca scientifica sta producendo una serie di risposte diversificate; già oggi disponiamo di più farmaci efficaci per via orale, ed altri più selettivi e con meno effetti collaterali sono all’ orizzonte.
Va comunque ricordato che vi sono casi di disfunzione erettile (abbreviata con la sigla “DE”), soprattutto tra i giovani, che potenzialmente sono curabili in maniera definitiva, e che ogni caso di difficoltà di erezione va valutato dal medico, in quanto potrebbe celare importanti patologie in fase iniziale, quali diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari.
Da ultimo è importante precisare che non sempre un primo approccio terapeutico è risolutore del problema DE. Le terapie orali ad esempio sono efficaci in non oltre il 70% dei casi; ciò vuol dire che ben un 30% degli uomini con DE, in Italia un numero potenziale di 900.000 persone, non può avvalersi di questo trattamento. Nondimeno altre possibilità terapeutiche sono in grado di permettere comunque eccellente soluzioni, praticamente nel 100% dei casi. E’ perciò importante non demoralizzarsi o arrendersi se un primo tentativo terapeutico va male: c’è sempre comunque una soluzione!
Possiamo classificare le attuali terapie per la DE in terapie non chirurgiche e terapie chirurgiche.
Le terapie non chirurgiche della DE comprendono: approccio psicosessuologico, terapie orali, terapie iniettive locali, terapia con vacuum.
Le terapie chirurgiche comprendono: chirurgia venosa, chirurgia arteriosa, chirurgia del pene curvo, chirurgia con protesi.

esami del sangue
Fig 1 Esami del sangue

Dopo la prima visita e alla luce dei risultati degli esami ‘di minima’, quali glicemia, profilo lipidico e talora valutazione ormonale, potrebbero inoltre essere emersi alcuni fattori di rischio o patologie sottostanti, meritevoli, rispettivamente, di modifica o cura. Oltre a ciò l’Andrologo sarà già in grado di formulare alcune ipotesi sulla natura del tuo problema e sulle possibilità di trattamento. Oggi virtualmente il 100% dei casi di DE può essere trattato in maniera eccellente, ma in particolare esistono alcuni casi che possono essere guariti in maniera definitiva, con cioè un ripristino delle erezioni spontanee, senza bisogno di farmaci o altri presidi. Questi sono costituiti soprattutto da soggetti giovani, il cui problema sia insorto in conseguenza a chiare cause psicologiche, o dopo un trauma fisico in regione genitale, o da soggetti che abbiano avuto ‘da sempre’ difficoltà di erezione. In questi casi è opportuno eseguire una valutazione diagnostica approfondita, preliminare ad un trattamento, psicosessuologico o chirurgico, volto alla risoluzione completa del problema. Le principali diagnostiche avanzate sono: valutazione psicosessuologica, studio delle erezioni notturne, valutazioni emodinamiche del pene (ecocolordoppler dei vasi penieni, cavernosometria, arteriografia), valutazioni neurologiche.

Valutazione psico sessuologica
Fig 2 Valutazione psicosessuologica

    Valutazione psicosessuologica: è particolarmente importante quando vi siano delle chiare componenti psicologiche o di alterata comunicazione di coppia alla base della DE. Va tenuto presente che quasi ogni situazione di DE produce ansia, tensione, insicurezza; saranno però soprattutto i casi in cui le componenti psicologiche sono la causa del problema DE, e non l’ effetto, a beneficiare di questo approccio diagnostico-terapeutico.

NPT
Fig 3. NPT

    Studio delle erezioni notturne: ogni individuo sano ha delle erezioni spontanee durante alcune fasi particolari del sonno (fasi R.E.M.), l’ ultima delle quali può essere presente al risveglio. In passato la presenza di buone erezioni notturne era ritenuta escludere delle cause organiche, cioè fisiche, alla base del problema di erezione, a vantaggio invece di cause psicologiche. Sono state perciò create delle apparecchiature computerizzate ad uso domiciliare, in grado di rilevare la presenza e la qualità delle erezioni notturne, grazie a dei cinghioli posti intorno al pene. Oggi il significato diagnostico di questo test è stato molto ridimensionato, ed una buon colloquio con il paziente può chiarire molti aspetti. Nondimeno in alcuni casi dubbi lo studio delle erezioni notturne può essere di aiuto.

Ecodoppler
Fig 4 Ecocolordoppler

     Ecocolordoppler dinamico: è una indagine “dinamica”, eseguita cioè dopo aver prodotto farmacologicamente una risposta erettile. Valuta l’efficienza delle arterie che portano sangue ai corpi cavernosi, e la capacità del pene di trattenere il sangue che gli arriva, in base a dati di flusso ematico e di diametro dei vasi arteriosi.

Cavernosometria
Fig 5 Cavernosometria

    Cavernosometria dinamica: valuta anch’essa l’efficienza arteriosa e la capacità di trattenere del pene. Si differenzia dall’ecocolordoppler perchè fornisce dati di pressione e non di flusso, limita di molto le possibili risposte dubbie, permette la valutazione di parametri aggiuntivi (rigidità assiale), e, in caso di insufficiente ‘tenuta pressoria’ del pene, permette di visualizzare dove il pene ‘perde’, grazie alla fase “cavernosografica”, in cui si infonde mezzo di contrasto nei corpi cavernosi e si scattano delle lastre.

Arteriografia
Fig 6 Arteriografia

    Arteriografia: è una indagine preliminare ad interventi di bypass arterioso, che vengono eseguiti in soggetti con stenosi di una o entrambe le arterie cavernose, a seguito di trauma nella regione genitale (tipo: caduta sulla barra della bicicletta).

Biodensimetria
Fig 7 Biotesiometria peniena

    Valutazioni neurologiche: trovano indicazioni nei casi di diminuzione della sensibilità del pene, e quando si sospetti una causa neurologica (come la sclerosi multipla) alla base della DE. L’ esame più semplice è la biotesiometria peniena, che consiste in una valutazione della soglia di sensibilità vibratoria del pene.


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